Passa in Romania una controversa legge sui mutui

Il presidente romeno Iohannis ha apposto la sua firma su un controverso disegno di legge la quale consente il recesso sui mutui anche nel caso in il valore dell'immobile non copra la cifra da che deve ancora essere corrisposta, provocando l'allarme di molte istituzioni finanziarie.

Il presidente della Romania, Klaus Iohannis, ha apposto la sua firma su un disegno di legge grazie al quale chi acquista proprietà immobiliari può recedere dalla stipula del mutuo senza dover pagare alcuna penalità, anche nel caso in cui il valore non vada a coprire l'ammontare che deve ancora essere corrisposto. 
Una scelta che ha fatto molto discutere in quanto in netto contrasto non solo con gli interessi delle banche d'affari presenti sul territorio romeno, ma anche con le indicazioni provenienti dall'Europa, in particolare dalla BCE e dalla Commissione.

La prima versione era anche più radicale

Va peraltro rilevato come la prima versione della legge fosse addirittura più radicale, in quanto non era stato fissato alcun limite al diritto di recesso. Inviato di nuovo al Parlamento da Iohannis, il provvedimento è stato quindi parzialmente modificato, accogliendo i rilievi del presidente, andando a porre un limite massimo di 250mila euro al valore del prestito ed escludendo da tale possibilità tutti coloro che avessero utilizzato per la prima volta il programma di aiuti statali.

In Romania è stata approvata una controversa legge sui mutui

Va allo stesso tempo ricordato come il 99% dei mutui contratti in Romania, si trovi appunto sotto la soglia dei 250mila euro.

Le possibili conseguenze

Secondo la Banca centrale della Romania il disegno di legge potrebbe spingere le banche ad alzare la quota di acconto per i prestiti ipotecari sino a livelli difficilmente sostenibili. Una spirale che potrebbe infine innescare un declassamento del rating e aumentare i costi di finanziamento per il debito sovrano, con esiti di larga portata su una crescita economica la quale potrebbe rivelarsi infine più bassa de previsto. Rilievi che sono stati condivisi non solo dal Fondo monetario internazionale, ma anche dalla Commissione europea, dalla Banca centrale europea e dall'agenzia di rating Standard and Poor's.

Il fronte dei favorevoli

A questo composito fronte avverso si oppongono i sostenitori della legge, secondo i quali essa potrebbe aiutare i mutuatari più poveri colpiti dalla crisi, oltre a non provocare alcuno degli esiti minacciati dalla Banca centrale romena.
Il tutto va ad inserirsi in un quadro politico che prevede elezioni politiche a novembre o dicembre, un aspetto che ha spinto i commentatori a mettere in relazione l'approvazione del provvedimento alla ricerca del consenso popolare.

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Dott. Dario Marchetti

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