Mutuo cointestato e unioni civili

I partner dell'unione civile possono oggi usufruire della detrazione degli interessi passivi sul mutuo cointestato. .

Con l'unione civile disciplinata dalla Legge Cirinnà per i mutui valgono le stesse regole del matrimonio (capo VI del titolo VI del primo libro del Codice Civile.).

È quanto rivela un approfondimento curato per conto del sito di comparazione Mutui.it, in collaborazione con Facile.it.  Infatti l'unione civile - formazione sociale tra persone maggiorenni dello stesso sesso - implica automaticamente (a meno che non si stabilisca diversamente) il regime della comunione dei beni. Stesse disposizioni dei coniugi tradizionali anche in caso di scioglimento dell'unione, come per il divorzio. Alle unioni civili si applica infatti il titolo III del libro I del Codice Civile in materia di alimenti. Se, quindi, la coppia unita civilmente si separa mentre si sta pagando il mutuo della casa, la parte obbligata a pagare gli alimenti può decidere di continuare a pagare le rate chiedendone la detrazione dall'assegno versato all'ex-compagno. Può infatti accadere, come succede per le famiglie tradizionali, che in caso di separazione la casa sia assegnata solo ad uno dei due, e che l'altro continui a dover pagare le rate pur non avendo più residenza nell'immobile. 

I partner dell'unione civile possono oggi usufruire della detrazione degli interessi passivi sul mutuo cointestato (ciascuna delle due parti di un'unione civile potrà non solo detrarre la propria quota d'interessi passivi - il 19% per un massimo di 4000 euro - ma detrarre il 100% in caso abbia fiscalmente a carico il proprio compagno), così come  delle disposizioni di pagamento delle rate di mutuo in caso di scioglimento dell'unione, al pari dei coniugi

I vantaggi del mutuo cointestato

Ma cos'è il mutuo cointestato? Un tipo di mutuo prima d'ora riservato alle coppie "tradizionali", ovvero ai coniugi che hanno contratto matrimonio, ed ora aperto dunque anche alle unioni civili ed alle coppie di fatto. 

Si tratta appunto di un finanziamento intestato a più persone che sfruttano la medesima ipoteca per ottenere il denaro in prestito, di solito si tratta della liquidità necessaria per acquistare casa. Entrambi diventano così responsabili finanziari dell'ipoteca iscritta sull'immobile in questione. Quali sono i vantaggi di questo tipo di finanziamento? Con il mutuo cointestato si ha più facilmente accesso al mutuo che si intende accendere: è raro, infatti, che una banca rifiuti una cointestazione, poiché due redditi rappresentano maggiori garanzie di uno solo. Inoltre il mutuo cointestato permette di pagare una rata praticamente dimezzata. Inoltre entrambi sono responsabili del rimborso del prestito e la banca, in caso di mancato pagamento, può così rivalersi indifferentemente su uno o sull'altro debitore. Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla possibilità di detrarre gli interessi passivi del mutuo cointestato: in caso di acquisto di un immobile in comproprietà o in regime di comunione dei beni, ciascun partner di una unione civile, così come avviene per ciascun coniuge,potrà quindi non solo detrarre la propria quota di interessi passivi (il 19% per un massimo di 4000 euro) ma anche il 100% in caso abbia fiscalmente a carico il proprio compagno.

L'unione civile equivale al matrimonio per il regime patrimoniale

(Mutuo cointestato anche per le unioni civili) 

Quando la coppia o l'unione scoppia

E se la coppia scoppia? Anche l'unione civile finisce ma il mutuo è ancora da pagare. Finito il rapporto che lega i due intestatari e se uno dei due non dovesse pagare,  tre le soluzioni plausibili che si prefigurano: la vendita della casa per effettuare il rimborso del prestito; la surroga per passare dal mutuo cointestato a un mutuo di tipo tradizionale; l'accollo, che permette a uno dei partner di diventare proprietario dell'immobile in via esclusiva, dopo aver acquistato l'altra parte dell'immobile e mantenendo le condizioni del mutuo invariate.

In presenza di figli, invece, per legge chi deve pagare gli alimenti, può decidere di detrarre dall'assegno dovuto all'ex coniuge, e dunque all'ex partner dell'unione civile,  l'importo delle rate del mutuo. 

Il mutuo fra conviventi

Diverso il caso delle convivenze di fatto, disciplinate sempre dalla legge Cirinnà. I conviventi possono scegliere fra la comunione o ola separazione dei beni, siglando un contratto  con atto pubblico o privato, convalidato da un notaio. In caso di morte di uno dei due conviventi, l'altro ha diritto, secondo la legge, a viverci per almeno altri due anni e comunque non per più di cinque anni, e di succedere al compagno in caso di eventuale contratto di affitto. Il diritto si estingue con la formazione di un nuovo legame.

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Laura Candeloro

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