Mutuo casa tasso fisso o variabile? Le scelte prudenti ed i rischi

Mutuo casa tasso fisso o variabile? Le scelte prudenti ed i rischi in un mercato caratterizzato dal costo del denaro ai minimi storici e prezzi case in calo. Inoltre, i privati e le famiglie sono attratti dai mutui casa anche perché le banche propongono attualmente degli spread bassi.

Nell'anno in corso, rispetto al 2015, si registra una forte crescita delle erogazioni di nuovi mutui trainate non solo dal rifinanziamento attraverso la surroga ed i mutui per sostituzione, ma anche dai finanziamenti ipotecari con finalità di acquisto di immobili che registrano una ripresa in atto già a partire dal quarto trimestre dello scorso anno. Inoltre i prezzi degli immobili in calo, unitamente ai tassi offerti sui mutui che sono sempre più competitivi, l'anno scorso hanno sostenuto la crescita del mercato immobiliare con compravendite nel 2015 che sono cresciute del 6,5% rispetto all'anno precedente. Questo è quanto emerge, in sintesi, dal Rapporto Bussola Mutui di CRIF - MutuiSupermarket relativamente al primo trimestre del 2016.

Mutuo casa tasso fisso o variabile? Le scelte

Mutui casa 2016, sul mercato un mix di condizioni favorevoli

In pratica, attualmente sul mercato è possibile riscontrare un mix di condizioni favorevoli che permettono ai privati ed alle famiglie di poter sottoscrivere un nuovo finanziamento per la casa sfruttando le promozioni degli istituti di credito e tassi di interesse caratterizzati dall'euribor a tre mesi che al momento è negativo e, quindi, rende appetibili al netto dello spread le stipule di mutui a tasso variabile. Ma lo stesso dicasi pure per i mutui a tasso fisso considerando che, mette altresì in risalto CRIF - MutuiSupermarket, l'Irs con scadenza a 20 anni è appena sopra la soglia dell'1%.   

Spread mutui primo trimestre 2016 per tasso fisso e variabile

Pure sugli spread, inoltre, le banche attualmente stanno adottando delle politiche commerciali aggressive se si considera che nel primo trimestre del 2016 lo spread medio applicato sui mutui a tasso variabile si è attestato all'1,5% rispetto all'1,2% medio per i mutui a tasso fisso. E questo considerando un finanziamento ipotecario per un importo erogato di 120 mila euro, piano di ammortamento pari a 20 anni, e 200 mila euro per quel che riguarda il valore dell'immobile da acquistare. E così, grazie anche a questo mix di fattori positivi, unitamente ai segnali di ripresa dell'economia italiana, nel primo trimestre del corrente anno la domanda di nuovi mutui è balzata del 31% rispetto al periodo gennaio-marzo del 2015. In altre parole, rispetto al passato ed in particolare al periodo della crisi, i privati e le famiglie stanno prendendo sempre più in considerazione la possibilità di pianificare l'acquisto di una casa.

Mutui, meno surroghe e più acquisti di prime e seconde case

Diminuisce inoltre la quota sul totale dei mutui per surroga rispetto ai finanziamenti ipotecari con finalità di acquisto di prima e seconda casa che, rispetto al terzo trimestre del 2015, passano nel primo quarto del 2016 dal 28% al 35% sempre in accordo con quanto emerso dal Rapporto CRIF - MutuiSupermarket. Questa tendenza si spiega comunque anche con il fatto che già nei mesi scorsi le famiglie avevano approfittato dei tassi di interesse ai minimi storici per fruire della portabilità del mutuo da vecchia a nuova banca al fine di riuscire a strappare delle condizioni più favorevoli.

Importo mutuo casa in crescita a gennaio-marzo 2016  

Dopo una lunga fase discendente, inoltre, nel primo quarto del corrente anno è stato rilevato un leggero aumento dell'importo medio richiesto per un mutuo. Nel dettaglio, rispetto al minimo di 119.600 euro circa toccato nel quarto trimestre dello scorso anno, nel periodo gennaio-marzo 2016 la media di importo di mutuo richiesto è salita a 122 mila euro, ma il Crif sottolinea come riguardo a tale indicatore sia ancora ampio il gap rispetto ai 140 mila euro di picco registrato in Italia nel 2010. Tra i vantaggi ed i rischi legati alla stipula di un mutuo, che rappresenta sempre un'operazione finanziaria impegnativa in quanto di lunga durata, le famiglie nel chiedere credito in banca continuano a mantenere un atteggiamento prudente riguardo all'importo del finanziamento.

Mutui casa, domanda sostenuta anche dai prezzi degli immobili 

La voglia di acquistare casa non è però alimentata solo dai mutui convenienti, sul tasso fisso come sul variabile, ma anche dalla dinamica dei prezzi degli immobili per quel che riguarda il mercato residenziale. Questo perché i prezzi di vendita, anche se a ritmi più contenuti rispetto al passato, sono ancora in discesa con la conseguenza che in questo momento gli immobili sono visti anche come un buon investimento in vista di una possibile rivalutazione, anche ampia, nel lungo termine.

In particolare, in Italia nel primo quarto del corrente anno c'è stata per gli immobili residenziali una contrazione dei prezzi pari in media al 3,6% dopo il -3,2% dell'ultimo trimestre dello scorso anno, e complessivamente del -2,4% rilevato in media l'anno scorso rispetto al 2014. Nel dettaglio, la contrazione dei prezzi degli immobili residenziali nel primo trimestre del 2016 è frutto del -0,4% registrato per le quotazioni degli immobili nuovi, e del -3,8% rilevato invece per i prezzi degli immobili usati

I prezzi in calo sono quindi uno dei fattori che alimenta la ripresa dell'immobiliare come peraltro messo in evidenza di recente dall'Agenzia delle Entrate che, in particolare, ha rilevato nel 2015 una crescita delle compravendite del 6,5% rispetto all'anno precedente nel residenziale con un'accelerazione nell'ultimo quarto dello scorso anno quando la ripresa del numero delle compravendite ha fatto registrare un +9,4%. Questa tendenza potrebbe continuare, ma anche ulteriormente rafforzarsi, nel caso in cui la crescita dell'economia italiana nei prossimi mesi sarà più definita e più stabile.

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Filadelfo Scamporrino

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