Tasso d'ingresso in un mutuo a tasso variabile, ecco come comportarsi

Quanto conta il tasso d'ingresso? Vediamo bene di cosa si tratta e a cosa dobbiamo fare attenzione prima della stipula del contratto.

Prima di accendere un mutuo, il primo aspetto da prendere in considerazione è sicuramente quello relativo ai tassi di interesse applicati. Alcuni istituti di credito pubblicizzano le proprie formule con promozioni iniziali volte ad attrarre il maggior numero di clienti. Ma trascorsi i primi mesi, viene applicato nuovamente il tasso normale, detto anche "a regime" e sicuramente sarà più elevato, sia se si tratti di mutuo a tasso fisso che variabile.

Bisogna prestare molta attenzione al tasso d'ingresso del mutuo e a come viene pubblicizzato da parte di una banca

Uno dei primi concetti che deve essere necessariamente chiaro è proprio quello del tasso d'interesse del mutuo, fondamentale per conoscere l'importo della rata di rimborso. Essa si ottiene dalla somma tra la quota di rimborso del capitale finanziato, la quota interessi sul mutuo e le spese assicurative e di incasso.

Esistono tre alternative: mutuo a tasso fisso, variabile e misto

Quando il tasso è fisso la rata viene definita sin dal primo giorno della sottoscrizione del contratto di mutuo e resta uguale fino alla fine della durata. Quando invece scegliamo il tasso variabile, il contratto di mutuo dipenderà per il calcolo della rata dalle oscillazioni del mercato e dunque potrà variare, ovvero potrà sia aumentare che diminuire nel corso della durata del mutuo. Solitamente la rata del mutuo a tasso fisso sembra più costosa rispetto a quella determinata dal tasso variabile, ma la rata variabile, essendo soggetta alle variazioni di mercato, può presentare incrementi anche non sostenibili per il mutuatario. Dunque il tasso fisso è adatto a coloro che preferiscono non rischiare e sapere sin da subito quale sarà l'importo delle rate da pagare alla banca; quello variabile, invece, viene scelto da chi ha  possibilità economiche abbastanza solide tali da fronteggiare un possibile incremento. Il tasso misto nasce dalla combinazione di tasso fisso e tasso variabile.

QUALE MUTUO SCEGLIERE? Tasso fisso, misto o variabile?

Tasso d'interesse FISSO

Tasso fisso per tutta la durata del contratto Tasso Eurirs Rate più alte all'inizio: Rata+ Spread

Tasso d'interesse VARIABILE

Tasso fisso in base alla politica finanziaria o stabilito dalla Bce Tasso Euribor Rate più basse all'inizio: Rata+Spread

Tasso d'interesse MISTO

Tasso fisso Tasso variabile Rata Variabile

Tasso d'ingresso, che cos'è?

Il tasso di ingresso di un mutuo è un'agevolazione che viene applicata dall'istituto bancario in un periodo iniziale, solitamente della durata di tre- sei mesi, ma può arrivare anche fino a 5 anni. Il tasso d'ingresso fa riferimento al pagamento delle prime rate di un mutuo che avranno, dunque, un costo più basso rispetto al restante piano di ammortamento.
Il tasso d'ingresso è il tasso iniziale che viene applicato in un primo periodo nei mutui a tasso variabile. Il tasso vero verrà poi riproposto in un secondo momento. È importante conoscerlo già prima per evitare brutte sorprese.

Il mutuo a tasso variabile si calcola sommando l'Euribor allo Spread annuo, ovvero la percentuale che ogni banca decide di aggiungere. Quest'ultimo resta fisso per tutta la durata del mutuo, mentre l'Euribor rappresenta la parte variabile del tasso

Tasso di ingresso, facciamo un esempio pratico per non sbagliare

Ipotizziamo di accendere un mutuo che presenti un tasso di ingresso del 3% ed un tasso a regime che è dato dalla formula "Euribor + 1,50%". Se intendiamo conoscere quale sia realmente il tasso a regime, dobbiamo mettere da parte il 3% iniziale che è solo una promozione per i primi mesi e calcolare a quanto ammonta l'Euribor. Se l'Euribor fosse quotato 2,65%, il tasso a regime del mutuo sarebbe dato da Euribor (2,65%) + lo Spread (1,5%). Il tasso a regime sarebbe dunque di 4,15%.

Tasso a regime, ecco cosa c'è da sapere

Per tasso a regime si intende il tasso reale ossia quello che sarà applicato al mutuo per tutta la sua durata. Nei mutui a tasso fisso il tasso a regime è già noto al soggetto richiedente all'atto della stipula del finanziamento. Esso viene calcolato dal tasso di riferimento Eurirs aumentato dallo Spread; la rata sarà costante nel tempo e non subirà alcun tipo di variazione.
Discorso diametralmente opposto per i mutui a tasso variabile dove ovviamente il tasso a regime non sarà fisso, ma sarà calcolato in base ai parametri contenuti nel contratto con l'istituto di credito. Per conoscere l'esatto valore del mutuo a regime per i finanziamenti a tasso variabile dobbiamo prendere in considerazione i parametri di indicizzazione (Euribor o tasso Bce), aumentati dallo Spread fissato dall'istituto di credito erogatore del capitale.

Tasso d'ingresso, a cosa fare attenzione

Nel momento in cui valutiamo le diverse offerte proposte dalle banche dobbiamo stare bene attenti a non confondere il tasso d'ingresso con il tasso reale del finanziamento. Sarà proprio quest'ultimo, e non quello d'ingresso, a stabilire l'importo delle rate che il mutuatario dovrà pagare per l'intera durata del contratto. Se, dunque, ci troviamo di fronte a reclami e pubblicità promozionali eccessivamente convenienti, si tratterà quasi sicuramente di tassi di ingresso e quindi non duraturi.

Tasso di ingresso, cosa dobbiamo fare per non sbagliare?

Come già detto in precedenza nei mutui a tasso variabile, il tasso reale a regime viene calcolato in base alla formula:

  • Euribor+ Spread annuo

Per non cadere in errore, dobbiamo conoscere sin da subito il valore del tasso reale del mutuo mediante lo Spread. Un altro valore da prendere in considerazione è inoltre il Taeg, ossia il Tasso Annuo Effettivo Globale del mutuo, che tiene conto di tutte le spese relative al finanziamento, a partire dal tasso di ingresso.

Ricapitolando l'Euribor è la parte variabile del tasso, mentre lo Spread applicato dalla banca rappresenta la parte fissa che non muterà per tutta la durata del mutuo

Mutui a tasso fisso, attenzione a non sbagliare

È noto a tutti che il mutuo a tasso fisso non presenti alcuna variazione nell'arco della vita del finanziamento. Ma anche qui potrebbe capitare di cadere in errore. Un consiglio da non trascurare è quello di non fare confusione con il "mutuo con opzione" che in un primo momento permette di iniziare a tasso fisso e poi dopo un certo periodo di tempo consente di scegliere tra il tasso fisso o passare a quello variabile.

Mutuo con opzione: le caratteristiche principali, i vantaggi e gli svantaggi

Questa soluzione finanziaria consente al mutuatario di scegliere tra mutuo a tasso fisso e mutuo a tasso variabile in base a delle scadenze già definite. E' possibile effettuare questa scelta ogni due, tre, quattro o cinque anni. Qual è il vantaggio principale? Se si attraversa un periodo in cui il tasso fisso è più conveniente si può scegliere di proseguire su questa linea. Ma come i punti di forza, esistono anche gli svantaggi. Ogni volta che si conclude un periodo, cambia il tasso fisso originario ed è come se venisse stipulato un nuovo contratto.

Per essere certi della scelta è consigliabile richiedere all'istituto di credito la scheda informativa sintetica dove è possibile verificare e controllare sia il tan che il Taeg del mutuo.

Il Tan, detto anche tasso annuo nominale, indica il tasso applicato ad un finanziamento per calcolare la rata

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Dott.ssa Tiziana Casciaro

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