Tutto sui prestiti per studenti universitari senza garanzie

Per gli studenti che vogliano finanziare i propri studi senza dover pesare sulla propria famiglia, sono stati ideati finanziamenti che non prevedono particolari garanzie o una busta paga. A concederli sono svariati soggetti, tra cui le banche, il governo italiano e l'Unione Europea.

Se ottenere un prestito è spesso difficile per persone che pure possono vantare una situazione economica e lavorativa solida, per i giovani italiani può diventare una vera e propria Via Crucis. Le perduranti strozzature al credito che continuano a caratterizzare il nostro Paese, sono infatti ancora maggiori per la fascia più giovane della popolazione.
A rendere critica la situazione concorrono in particolare i dati drammatici che fanno riferimento alla situazione occupazionale dei ragazzi italiani, diventata una vera e propria emergenza nazionale. La mancanza di adeguati sbocchi lavorativi, anche per chi magari abbia studiato, soprattutto negli ultimi anni è sfociata in una vera e propria fuga di cervelli, un fenomeno che potrebbe presto costare caro all'intero sistema Paese. Ecco perché il sistema creditizio sta cercando negli ultimi tempi di porre un argine, promuovendo prodotti pensati per i giovani che invece intendano crearsi il proprio futuro senza doversi recare all'estero.

Un quadro molto complicato

Con l'avvento del Jobs Act, la riforma del lavoro che ha in pratica espulso l'articolo 18 dal quadro normativo, si è innescata una vera e propria rivoluzione anche nel mondo del lavoro. Il contratto a tutele crescenti rischia infatti di privare chi ne sia coperto da garanzie molto importanti.

Prestiti per giovani studenti: dove trovarli?

Tra i possibili esiti della nuova legge sono stati in molti a puntare l'obiettivo sul rapporto tra giovani e banche, che potrebbe diventare sempre più accidentato. In fondo perché un istituto bancario dovrebbe far credito ad un ragazzo appena assunto, sapendo che per motivi economici esso potrebbe ben presto ritrovarsi senza il lavoro e quindi non essere più in grado di ottemperare al piano di rientro sottoscritto? Un quadro del tutto logico anche alla luce della questione dei crediti incagliati che continua ad angosciare il sistema bancario tricolore.   

I prestiti ai giovani: dove trovarli?

Da quanto detto sinora, si sarà capito come tra le principali vittime del credit cunch ci siano proprio i giovani. Ciò non vuole naturalmente dire che sia impossibile per loro reperire finanziamenti.  Ad esempio, sono sempre di più gli istituti bancari che hanno messo  in campo iniziative rivolte agli studenti, proprio per cercare di fidelizzarli e farne i clienti del domani. In questo caso la banca va in pratica a finanziare la formazione, ritenendo con tutta evidenza la conoscenza uno strumento in grado di promuovere un futuro migliore per il ragazzo interessato.

Nella maggior parte dei casi si tratta di prestiti personali i quali vengono erogati sotto forma di capitale disponibile su un conto corrente bancario. Sarà lo studente a decidere le modalità con cui usufruire di questo capitale, magari per pagare i libri, dei  corsi di specializzazione o comunque le spese che sono collegate alla formazione, partendo magari dal pagamento di un alloggio, necessario per gli studenti fuori sede. Una volta che siano terminati gli studi, l'utente potrà optare per una restituzione dell'importo in una sola soluzione oppure attendere di trovare un lavoro e, quindi, avere a disposizione una busta paga su cui appoggiare il rientro a rate del debito contratto. Va peraltro precisato come i prestiti per studenti siano generalmente caratterizzati da tassi di interesse decisamente più convenienti di nei confronti dei normali prestiti personali.

La proposta di Unicredit: Ad Honorem

Tra gli istituti bancari che si sono distinti per la loro proposta rivolta agli studenti, va ricordato Unicredit, che ha messo in campo Ad Honorem, un finanziamento senza garanzia sull'onore di cui possono usufruire gli studenti universitari che abbiano sottoscritto convenzioni oppure siano iscritti negli atenei partner di UniCredit.

I prestiti per gli studenti possono permettere loro di non pesare sulle famiglie

La formula in questione consente di ottenere un finanziamento di capitale e un piano di ammortamento tale da variare in base alla durata del corso di studi prescelto, di modo che soltanto al termine del periodo di fruizione del capitale, l'ammontare della somma liquida concessa andrà a sommarsi agli interessi maturati, in modo da costituire l'importo da rimborsare. Va poi sottolineato come questa soluzione di finanziamento senza garanzia offra la possibilità al sottoscrittore di richiedere un periodo di ammortamento prima di iniziare il rimborso del capitale erogato, sino a 2 anni, che decorrono dal termine del periodo di studi.

I prestiti concessi dall'Unione Europea

Va però ricordato che non solo il sistema bancario si adopera per cercare di venire incontro ai giovani studenti. Anche l'Unione Europea, infatti, ha deciso di scendere in campo per cercare di promuovere la formazione scolastica anche da un punto di vista finanziario, con progetti che hanno il preciso compito di sostenere le fasce più deboli e, quindi, più esposte della popolazione continentale. In questo caso, infatti, gli studenti associati al progetto hanno a loro disposizione finanziamenti a fondo perduto, coi quali possono sostenere il loro diritto allo studio in modo da preparare le basi per un futuro nel quale realizzare le proprie aspirazioni.

Il progetto Diamogli Futuro

Anche lo stato italiano ha a sua volta deciso di scendere in campo per cercare di promuovere la formazione tra i più giovani, in un momento in cui il tema della dispersione scolastica continua a farsi sentire con grande forza.
Lo ha fatto varando Diamogli Futuro, un piano rivolto agli studenti universitari privi di busta paga, ma che sono in grado di dimostrare il godimento di una entrata fissa mensile. In questo caso si può ottenere un prestito sino a 6mila euro, con un tasso agevolato al 5,80%. Possono richiederlo tutti coloro che abbiano tra i 18 e i 35 anni, senza necessità di ulteriori garanzie, mentre il piano di rientro deve avvenire in un arco temporale massimo di 36 mesi.    

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Dott. Dario Marchetti

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