Mutuo a tasso variabile, perché sceglierlo?

Questa formula finanziaria viene additata da tutti come la più conveniente soprattutto in questo periodo di crisi. Ecco qualche dritta per capire bene su cosa puntare ed evitare spiacevoli sorprese.

È uno degli interrogativi più diffusi quando si decide di comprare casa e di richiedere un finanziamento presso un istituto di credito o una società finanziaria: meglio il mutuo a tasso fisso o variabile? Con il primo si sceglie di pagare rate più alte con la certezza, però, di essere al riparo da eventuali rialzi futuri nei tassi di interesse. Con il secondo, invece, si risparmia nel breve termine, ma il futuro potrebbe riservare un cambiamento poco felice. 

Il mutuo con tasso di interesse variabile è allora la soluzione più economica in un periodo in cui la crisi finanziaria ha ormai preso il sopravvento e dove il lavoro è sempre più precario? La convenienza di questa formula è in realtà tale da giustificare eventuali rischi futuri. Chi sceglie il tasso fisso mette le mani avanti e cerca di tutelarsi in largo anticipo: il mutuatario paga qualcosa in più all'inizio per essere sereno negli anni che seguono.

Il tasso di interesse variabile appare più vantaggioso perché l'importo iniziale delle rate è inferiore


Facciamo un esempio pratico tra i due tipi di mutuo da sempre messi sul piatto della bilancia.

Ipotizziamo la sottoscrizione di un mutuo prima casa con interesse variabile. In questo caso la percentuale del tasso sarà ridotta e pari a 3,79%. Se vogliamo creare un paragone con un mutuo a tasso fisso, la rata mensile avrà un tasso di interesse del 5,5%. La differenza è tangibile!

Il mutuo a tasso variabile e l'importo della rata: attenzione all'andamento dell'Euribor

Nel momento in cui il mutuatario sceglie, all'atto della sottoscrizione del contratto un mutuo a tasso variabile, vuol dire che preferisce sostenere nei primi mesi del piano di ammortamento una rata dall'importo ridotto rispetto a quello con tasso di interesse fisso. È importante sottolineare, però, che l'importo della rata può cambiare sensibilmente in base all'andamento del mercato. 

Secondo alcune stime i soggetti mutuatari che hanno presentano maggiori difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo sono proprio coloro che hanno stipulato un finanziamento con tasso di interesse variabile. La crisi di mercato ha fatto aumentare le somme rendendo così l'importo della rata non sostenibile per la famiglia, la cui retribuzione è rimasta uguale. Questa tipologia di mutuo appare dunque conveniente ma è necessario anche considerare la possibilità che il tasso di interesse possa portare a rate più esose.

Ricapitolando nel mutuo a tasso fisso l'importo degli interessi da versare è noto al contraente già alla stipula del contratto e non vi sono cambiamenti nè positivi, nè negativi per tutta la durata del rapporto. Il tasso variabile è invece collegato all'andamento dell'Euribor e muta con una certa periodicità.

Mutuo a tasso variabile e a tasso fisso: il confronto

Prima della crisi, partita in Europa a partire dal 2008 e che sta facendo ancora sentire il suo peso, la soluzione migliore per i contraenti di un mutuo era il tasso fisso per gli importi medio/bassi e la rispettiva stabilità. Attualmente i tassi fissi applicati dai principali istituti di credito oscillano invece tra il 5,5 e il 7 per cento. Contrarre il mutuo ad un tasso variabile risulta infatti sicuramente più interessante. Con una buona probabilità, infatti, il tasso variabile sarà in grado di rimanere sotto la soglia del tasso fisso per la maggior parte della durata temporale del contratto. Ma la certezza non c'è e qualora ci fossero problemi di lavoro o altre emergenze di carattere finanziario, il mutuatario non saprà con quale somma di debito dovrà confrontarsi. Con il mutuo a tasso fisso la rata è di importo costante e dunque l'importo è ben noto al contraente sin dall'inizio.

Il mutuo a tasso variabile: quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa forma di finanziamento?

Il mutuo a tasso variabile, così come già chiaro nella sua denominazione, è il finanziamento che prevede che il tasso di interesse sia dipendente dall'oscillazione di un indice finanziario di riferimento, che è generalmente l'Euribor. In base all'andamento del mercato finanziario, cambia l'ammontare della rata del mutuo. L'importo aumenta quando l'Euribor sale, mentre diminuisce quando l'indice finanziario scende. Il mutuatario che sottoscrive questo finanziamento è ben cosciente che l'importo della rata dipenderà dall'andamento del mercato riferito al periodo previsto per il pagamento della nuova rata.

Solitamente le cifre iniziali delle rate di un mutuo variabile sono sempre più basse rispetto a quelle di un mutuo a tasso fisso, ma la frequenza con cui si verifica il rialzo degli indici di mercato è alquanto consistente e di conseguenza l'onere del mutuo tende ad aumentare. Questo è il motivo per il quale molti istituti di credito e società finanziarie hanno deciso di adottare nuove soluzioni di mutui a tasso variabile con la rata costante.

I PRO:

  1. In un primo periodo il tasso variabile, rispetto a quello fisso, è più conveniente;
  2. Quando l'inflazione diminuisce, il mutuatario ne trae vantaggio in quanto la rata andrà a diminuire.

I CONTRO:

  1. Il tasso variabile è adatto a chi non ha paura di rischiare: se il tasso d'inflazione aumenta anche la rata ne sarà influenzata e il suo importo salirà;
  2. Il valore della rata, sia in positivo che in negativo, dipenderà in ogni caso dalle oscillazioni del mercato.

A chi si rivolge il mutuo a tasso variabile?

Questa soluzione è sicuramente adatta a coloro che desiderano ottenere vantaggi economici in base alle dinamiche di mercato. Le persone che sottoscrivono questo tipo di mutuo a tasso variabile sono sicuramente flessibili in quanto sono ben coscienti che una situazione sfavorevole del mercato provoca un conseguente aumento della rata, ma non temono tale rischio. A prediligere i mutui tasso variabile sono maggiormente persone che vantano un reddito medio/alto e dunque una certa possibilità economica in grado di sostenere rate improvvise per un aumento dei tassi di riferimento.

Il mutuo a tasso variabile: come si calcola la rata

Per poter affermare di conoscere un mutuo a tasso variabile, è importante capire in che modo si può calcolare l'importo della rata mensile e la quota interessi, ossia quella che la banca ricava al mese sul capitale finanziato. L'importo della rata, che può essere sia mensile che semestrale, è calcolato prendendo come punto di riferimento i parametri Euribor che possono essere poi cambiati per ogni simulazione. Vediamo insieme questo video che mostra tutti i segreti di un mutuo a tasso di interesse variabile.

Secondo i dati un mutuo prima casa con l'applicazione di un tasso di interesse variabile è conveniente, dunque, soprattutto in questo periodo di crisi in cui il mercato dell'immobile presenta un drastico calo. La riduzione dell'interesse da parte della Bce porta anche ad un minor importo della rata mensile o semestrale

Mutuo a tasso variabile: capitale e piano di rimborso

La differenza tra una rata con tasso di interesse fisso e una con tasso di interesse variabile è consistente e varia in base al Taeg, che altro non è che il costo finale del mutuo comprensivo di interessi, spese accessorie ed imposte. Si aggira intorno al 3,75% in un mutuo a tasso variabile mentre per il tasso di interesse fisso intorno al 5,5%.

Ipotizziamo la richiesta di un finanziamento di 100.000 euro con un piano di rimborso della durata di 30 anni: la differenza tra le due rate (tasso variabile e tasso fisso) è di circa 120 euro.

Mutuo a tasso variabile
CAPITALE E PIANO DI RIMBORSO RATA MENSILE MUTUO TASSO VARIABILE RATA MENSILE MUTUO TASSO FISSO
100.000 EURO – DURATA: 30 ANNI 470 EURO 590 EURO

Come cambia il tasso d'interesse di un mutuo?

Il tasso d'interesse del mutuo cambia in base ai parametri dei mercati finanziari ai quali l'istituto bancario erogatore del capitale aggiunge una somma, il famoso Spread, che si ricava dalla differenza tra il parametro di riferimento e il tasso d'interesse applicato. Per il tasso fisso il parametro di riferimento è Eurirs, mentre per quello variabile è Euribor o il tasso ufficiale stabilito dalla Banca Centrale Europea. Gli interessi pagati per il mutuo ipotecario sono detraibili dall'Irpef.

SCOPRIAMO LE DIFFERENZE

Tasso d'interesse FISSO

Tasso fisso per tutta la durata del contratto Tasso Eurirs Rate più alte all'inizio: Rata+ Spread

Tasso d'interesse VARIABILE

Tasso fisso in base alla politica finanziaria o stabilito dalla Bce Tasso Euribor Rate più basse all'inizio: Rata+Spread

Tasso d'interesse MISTO

Tasso fisso Tasso variabile Rata Variabile

Mutuo a tasso fisso: ecco le sue caratteristiche principali

Per mutuo a tasso fisso si intende il finanziamento erogato dalla banca o dalla società finanziaria con un tasso di interesse costante per tutta la durata del mutuo. In questi casi la rata di rimborso presenta un ammontare fisso nel tempo, noto a partire sin dalla stipula del contratto. Il mutuatario conosce, dunque, la somma da rimborsare e la singola rata del mutuo, che comprende il capitale e gli interessi. Il tasso applicato al finanziamento deriva dalla somma del tasso di riferimento per i mutui a tasso fisso, conosciuto come "Eurirs" (Euro Interest Rate Swap), e lo Spread.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del mutuo a tasso fisso? VEDIAMO I PRO:

  1. Le rate saranno identiche dal primo all'ultimo mese;
  2. il tasso costante consente di poter avere una precisa pianificazione delle uscite economiche in quanto nulla potrà modificare la rata. 

I CONTRO:

  1. I mutui a tasso fisso non possono usufruire delle agevolazioni che il mercato può offrire in alcuni periodi.

A chi si rivolge questo tipo di mutuo a tasso fisso?

Questa formula finanziaria è solitamente indicata per i lavoratori dipendenti e per coloro che preferiscono non avere spese impreviste, ma beneficiare di una certa serenità d'animo. La sottoscrizione di un mutuo a tasso fisso appare ideale per chi non vuole rischiare e vuole conoscere con precisione, già prima della firma effettiva del contratto, il valore delle rate e l'ammontare complessivo del debito. Naturalmente questi finanziamenti sono consigliabili quando è prevista una crescita dell'inflazione che causerà dunque un aumento del costo del denaro. 

Il mutuo a tasso variabile: guardiamo il filmato informativo

Per comprendere meglio quanto conviene un mutuo a tasso variabile e le sue condizioni di stipula, possiamo guardare questo video informativo a cura di Andrea Manfredi, esperto di Supermoney. La scelta del tasso d'interesse varia anche a seconda del temperamento del soggetto richiedente. Una persona che non intende rischiare non opterà mai per la formula con tasso variabile.

 Non è facile stabilire a priori quale sia la scelta migliore tra un mutuo a tasso fisso e un mutuo a tasso variabile. E' comunque da valutare fin dal principio l'importo della rata che realmente è possibile sostenere, partendo da una rata con importo costante, ovvero con tasso di interesse fisso. Si consideri che la rata del mutuo non deve mai superare 1/3 della vostra retribuzione al netto, per cui il 33%. Da tale somma, togliete le spese del vostro regime/stile di vita, il costo di altre spese o finanziamenti in corso, in modo da avere una stima generale della somma rimanente nella vostra retribuzione.

Mutuo a tasso variabile: consigli per l'uso

Uno dei primi fattori da prendere in considerazione è sicuramente quello della crisi economica che ha obbligatoriamente colpito anche la sottoscrizione dei mutui: con la sempre crescita dei posti di lavoro, si riducono le garanzie di regolare restituzione del capitale e la stessa retribuzione utile per la stipula di un finanziamento. Si consideri, inoltre, che un istituto bancario non eroga mai il 100% del capitale per cui il soggetto mutuatario deve possedere la somma residua del costo complessivo dell'immobile e le spese delle imposte dovute alla banca e alla compravendita. Difficile situazione per chi desidera acquistare casa che si trova sempre più stretto da una morsa che non lascia scampo alle opportunità.

Scegliere un mutuo a tasso variabile significa fare la scelta più vantaggiosa all'inizio. Nei primi mesi del piano di ammortamento il costo delle rate sarà inferiore rispetto a quello a tasso fisso. L'aspetto del rischio non va ovviamente trascurato soprattutto in previsione del futuro.

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Dott.ssa Tiziana Casciaro
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