Mutui surroga e sostituzione sempre più attraenti con i tassi su livelli minimi

Mutui surroga e sostituzione sempre più attraenti con tassi su livelli minimi. Inoltre sono tanti i fattori che trainano la domanda di finanziamenti ipotecari a partire dalla ripresa del mercato immobiliare con un andamento vivace delle compravendite e prezzi ancora molto appetibili.

Con i tassi di interesse su livelli minimi, nel 2015 c'è stata una ripresa delle erogazioni dei mutui trainati in particolare dalle forme tecniche relative alla surroga ed ai finanziamenti ipotecari per sostituzione. E questo grazie ad uno scenario caratterizzato da un miglioramento delle condizioni di offerta da parte delle banche unitamente a fattori positivi rappresentati dal tasso di cambio euro/dollaro favorevole, dal calo del prezzo del petrolio e dalla liquidità monetaria disponibile grazie al cosiddetto 'quantitative easing' della Banca centrale europea

Mutui surroga e sostituzione sempre più attraenti

Mutui ipotecari, scende l'importo medio erogato dalle banche

In accordo con un'analisi di CRIF Credit Solutions, la domanda sostenuta di mutui nel 2015 è avvenuta a fronte di un importo medio erogato per i finanziamenti ipotecari che, a 122.942 euro, registra anno su anno una contrazione del 3,3% dopo che nel 2014, rispetto all'anno precedente, l'importo medio aveva già fatto registrare per i mutui ipotecari, considerando ogni singola forma tecnica di erogazione, un calo del 10%. 

La discesa dell'importo medio erogato, stando all'analisi del Crif, è strettamente legata ad una maggiore prudenza da parte delle famiglie ma anche delle banche nel concedere i finanziamenti ipotecari facendo molta più attenzione rispetto al passato alle verifiche legate alla sostenibilità economica del cliente unitamente ad un maggior controllo e presidio dei rischi di credito

La maggiore prudenza di banche e famiglie non ha comunque posto in secondo piano il rischio di credito visto che, mette altresì in evidenza il Crif, in questi primi mesi dell'anno il tema relativo ai cosiddetti 'non performing loan' ed alla loro gestione è di grande attualità andando a coinvolgere gli operatori del credito e le istituzioni.

Mutui immobiliari, tendenza positiva grazie ai prezzi ed all'invenduto 


Secondo il Senior Director CRIF Management Consulting, Giorgio Costantino, la domanda di mutui immobiliari, con i conseguenti investimenti nel mattone, beneficia dell'attuale livello dei prezzi unitamente all'offerta di invenduto che è abbondante. Non a caso nel 2015 in Italia per il mercato immobiliare c'è stato un ulteriore miglioramento per quel che riguarda le compravendite con un +3,6% anno su anno a fronte di prezzi ancora in calo per le abitazioni con un -2,3%, ma comunque con un trend discendente che è in attenuazione. 

Nel complesso, come sopra accennato, il flusso riguardante il credito erogato alle famiglie a partire dai mutui e passando anche per i prestiti personali e per quelli finalizzati, beneficia di un contesto economico che nel nostro Paese si presenta in lieve recupero e che di conseguenza influisce positivamente sul clima di fiducia.

I segnali di ripresa dell'economia e dell'immobiliare

I segnali di ripresa dell'economia emergono anche da un recente Rapporto che, sempre a cura del Crif, ha evidenziato per i primi tre mesi del corrente anno un calo in Italia dei fallimenti da parte delle imprese. In particolare, nel primo trimestre del 2016 sono state 3.619 le imprese che hanno portato i libri in tribunale con un calo pari al 4,8% rispetto ai 3.803 del periodo gennaio-marzo del 2015. Su base territoriale, la Regione maggiormente colpita dai fallimenti delle imprese è la Lombardia con 717 casi nel primo trimestre del 2016 per una quota sul totale nazionale che è pari al 19,8%. 

Per quel che riguarda l'immobiliare, inoltre, pure la Banca d'Italia, in accordo con l'ultimo Rapporto sulla Stabilità Finanziaria, rileva come ci siano diversi indicatori tali da segnalare per il comparto una ripresa che dovrebbe continuare anche per i prossimi mesi nel nostro Paese, e che di conseguenza potrà generare effetti positivi sull'andamento dell'economia. Tra gli indicatori che lasciano prevedere il proseguimento della ripresa dell'immobiliare, sempre secondo la Banca d'Italia, ci sono i bassi costi dei prestiti, in virtù di tassi di interesse di riferimento ai minimi storici, e l'aumento del reddito disponibile da parte delle famiglie. 

Nel mese di marzo del 2016, inoltre, c'è stata un'ulteriore crescita dell'indice che misura il clima di fiducia delle imprese operanti nel settore delle costruzioni. Allo stesso modo, il settore edile beneficia di un incremento dell'attività trainato dall'aumento dei permessi per costruzione oltre chiaramente agli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica che attualmente beneficiano ancora di corpose agevolazioni fiscali ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).

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Filadelfo Scamporrino

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