Lavoratori autonomi o liberi professionisti? Ecco come fare per ottenere un mutuo

Chi è un lavoratore autonomo o un libero professionista non percepisce uno stipendio fisso. Questa prerogativa può rappresentare un limite per ottenere un mutuo. Vediamo insieme come fare richiesta del finanziamento.

Un lavoratore autonomo o un libero professionista, che intende acquistare casa, deve prima considerare l'importo delle rate mensili di un mutuo e la sua scadenza per valutare se tale prestito sia realizzabile o meno. Tali situazioni lavorative non prevedono, infatti, uno stipendio fisso, ma talvolta un rimborso o un compenso al termine dell'attività pattuita. I soldi percepiti mensilmente non hanno dunque lo stesso importo perché quest'ultimo varia a seconda dei lavori effettuati. Un aspetto sicuramente negativo per chi desidera accendere un mutuo e far fronte a rate mensili in quanto potrebbe capitare di non riuscire ad avere la giusta somma ogni mese. Situazione completamente opposta a quella di un lavoratore con retribuzione mensile fissa. Vediamo, insieme, come comportarci in tale circostanza e quale potrebbe essere la soluzione idonea in base alle esigenze personali di ognuno.

Un libero professionista o un lavoratore autonomo non ha uno stipendio mensile fisso ma può richiedere ugualmente un mutuo


Mutuo lavoratore autonomo e libero professionista, quale documentazione è richiesta?

Quando un libero professionista o un lavoratore autonomo decide di fare richiesta di un mutuo prima casa, dovrà consegnare una serie di documenti affinché la pratica possa essere accolta dall'istituto di credito o dalla società finanziaria che eroga il finanziamento.

Tabella
DOCUMENTAZIONE MUTUO PRIMA CASA LAVORATORE AUTONOMO LIBERO PROFESSIONISTA
REQUISITI E GARANZIE COPIA DEL MODELLO UNICO; ESTRATTO CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA E ARTIGIANATO; CERTIFICATO DI NASCITA; CERTIFICATO DI STATO CIVILE O DI MATRIMONIO CON CONVENZIONI PATRIMONIALI SE SEPARATO O DIVORZIATO. COPIE DEL MODELLO UNICO; ATTESTATO DI ISCRIZIONE ALL'ALBO PROFESSIONALE; CERTIFICATO DI NASCITA; CERTIFICATO DI STATO CIVILE O DI MATRIMONIO CON CONVENZIONI PATRIMONIALI SE SEPARATO O DIVORZIATO.
ALTRI DOCUMENTI RICHIESTI COPIA DELLA PROMESSA DI VENDITA DELL'IMMOBILE; COPIA DELL'ULTIMO ATTO DI ACQUISTO DELLA CASA; CERTIFICATO DI ABITABILITA' DELLA CASA. COPIA DELLA PROMESSA DI VENDITA DELL'IMMOBILE; COPIA DELL'ULTIMO ACQUISTO DELLA CASA; CERTIFICATO DI ABITABILITA' DELLA CASA.

Mutuo per lavoratore autonomo e libero professionista, qual è l'importo della rata?

Il compenso di un lavoratore autonomo e di un libero professionista ha una cadenza variabile che dipende dalla prestazione e dai tempi dell'attività pattuita. Non esiste, solitamente, una retribuzione mensile fissa. Possiamo inserire in queste categorie tutti gli insegnanti precari che svolgono le ore di lezione stabilite per poi essere retribuiti, così come i professionisti con partita Iva che riceveranno il proprio compenso al termine del lavoro pattuito.

Nel momento in cui si sottoscrive un contratto di mutuo per l'acquisto di un'abitazione si stabilisce subito l'importo della rata e la sua scadenza tenendo conto della situazione creditizia del soggetto richiedente e della ricezione dei suoi compensi.

Sono tre le tipologie di rimborso della rata:

  • rata mensile (non è solitamente la soluzione ideale per un lavoratore autonomo o libero professionista);
  • rata trimestrale (varia in base alla cadenza dei compensi);
  • semestrale (scadenza più elevata perché consente una maggiore possibilità di avere la liquidità necessaria).

Mutuo prima casa, tabella di simulazione rata semestrale

Per avere un quadro più preciso di cosa sia una rata semestrale di un mutuo per la prima casa, vi riportiamo di seguito una tabella. Ipotizziamo che sia stato erogato un finanziamento di 100.000 euro e che il piano di rimborso abbia una durata dai 15 ai 30 in base alle esigenze del soggetto richiedente.

Tabella
CAPITALE MUTUO PRIMA CASA IMPORTO RATA SEMESTRALE CON TASSO DEL 5,3% PIANO DI RIMBORSO RATA IMPORTO COMPLESSIVO MUTUO
100.000 EURO 4.870 EURO CIRCA 15 ANNI 146.000 EURO CIRCA
100.000 EURO 4.100 EURO CIRCA 20 ANNI 164.000 EURO CIRCA
100.000 EURO 570 EURO CIRCA 30 ANNI 205.000 EURO CIRCA

Mutuo per lavoratore autonomo e libero professionista, qual è il piano di ammortamento?

In base ai compensi percepiti dal libero professionista o dal lavoratore autonomo, all'atto della stipula del contratto, viene stabilito l'importo della rata, nonché la scadenza e dunque il piano di ammortamento. Al momento il piano di rimborso prevede una durata che va dai 10 ai 40 anni.

Il soggetto richiedente può richiedere un mutuo anche per piccole somme e scegliere un piano di ammortamento della durata di soli 5 anni.

Mutuo per lavoratore autonomo o libero professionista, l'assicurazione è obbligatoria?

Non è obbligatorio stipulare l'assicurazione sul mutuo presso la banca che ha erogato il capitale per l'acquisto della casa. Sicuramente un lavoratore con contratto a tempo indeterminato e dunque con uno stipendio fisso presenta maggiori garanzie e dunque un rischio inferiore di insolvenza nel pagamento delle rate rispetto ad un libero professionista o lavoratore autonomo, che non gode di un contratto di lavoro ben specifico e di uno stipendio costante ogni mese. In questi casi è importante che il soggetto richiedente, futuro mutuatario, prenda accordi con la banca. Lo svantaggio di un professionista è che sicuramente può guadagnare bene, ma non avrà mai coscienza di quanto ogni mese riuscirà a percepire rispetto a chi ha un contratto già definito.

Mutuo per lavoratore autonomo e libero professionista, qual è il capitale massimo erogabile?

Così come per un lavoratore con contratto a tempo indeterminato, gli istituti bancari erogano a favore dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti un capitale massimo che vada a coprire l'80% del valore dell'immobile. Ci sono poi nuove soluzioni che prevedono addirittura una copertura del 100% del valore complessivo della casa.
Non bisogna trascurare che da questa somma dovranno essere sottratte anche alcune imposte. Il capitale massimo erogabile rappresenta, infatti, una somma al lordo, ovvero l'importo massimo che l'istituto bancario o la società finanziaria possono erogare al cliente per evitare che si incorra nel rischio di insolvenza. Il costo totale delle imposte viene detratto direttamente dalla banca che calcola il capitale al netto delle imposte che equivalgono allo 0,25 del valore dell'appartamento qualora sia stato sottoscritto un contratto di mutuo prima casa. Se invece si parla di acquisto di seconda casa o di un immobile per le vacanze esiste, allora la banca concede il mutuo, erogando il capitale al netto delle imposte pari al 2% del valore dell'appartamento. Bisogna poi considerare anche altre spese aggiuntive che il cliente dovrà accollarsi.

Una delle spese aggiuntive è sicuramente quella che riguarderà la parcella notarile. Nel momento in cui si decide di acquistare un immobile, la figura del notaio appare fondamentale in quanto eseguirà tutte le verifiche necessarie per avere una certa serenità all'atto della stipula e dunque le garanzie idonee ad ogni circostanza. Controllo del diritto di famiglia del venditore; verifica della necessità dell'intervento in atto del coniuge; verifica della regolarità edilizia dell'immobile della presenza di sanatorie; verifica dell'insussistenza di aventi diritto a prelazione: queste alcune delle attività messe in campo quando il soggetto richiedente, beneficiario del mutuo, si rivolge ad un notaio quando decide di acquistare una casa.

Capitale massimo finanziato, la tabella

Per avere un'idea più chiara di quanto abbiamo scritto in precedenza, vi proponiamo di seguito una tabella riassuntiva sul capitale massimo erogabile e quello destinato al netto delle imposte.

Tabella Capitale massimo finanziato
MUTUO PRIMA CASA CAPITALE MASSIMO EROGABILE COSTO IMPOSTE CAPITALE EROGATO AL NETTO
LAVORATORE AUTONOMO; LIBERO PROFESSIONISTA ABITAZIONE DA 120.000 EURO; COPERTURA FINO ALL'80% DEL VALORE DELL'IMMOBILE. 0,25 PER ACQUISTO PRIMA CASA: 300 EURO. IMPOSTA REGISTRO DEL 3%: 3.600 EURO; IMPOSTA IPOTECARIA: 168 EURO; IMPOSTA CATASTALE:168 EURO 96.000 – 4.236= 91.764 EURO
LIQUIDITA' + SOMMA FINANZIABILE AL NETTO DELLE IMPOSTE 96.000 EURO CAPITALE MASSIMO FINANZIABILE AL LORDO 2% DEL VALORE DELL'IMMOBILE PER SECONDA CASA: 2.400 EURO; IMPOSTA REGISTRO DEL 7%: 8.400 EURO; IMPOSTA CATASTALE 1%: 1.200 EURO 96.000 – 12.000= 84.000 EURO

Articolo letto 1.607 volte

Dott.ssa Tiziana Casciaro

La Guida - articoli principali

(Clicca sulla freccia per espandere più articoli)