Il paradosso danese, ove il cliente riceve interessi sui mutui

Il continuo calo dei tassi di interesse provoca casi clamorosi, come quello che ha interessato recentemente la Danimarca, ove per effetto dello spread sottozero chi ha contratto mutui a tasso variabile riceve soldi, invece di doverli corrispondere all'istituto bancario.

Nell'era dei tassi sottozero può anche accadere che i clienti anziché pagare ricevano interessi sul proprio mutuo. Quello che sembra un paradosso è diventato realtà in Danimarca, ove coloro che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile, alla fine  di ogni mese ricevono un accredito da parte della banca. Un caso del genere è quello raccontato dal Wall Street Journal, riguardante una coppia che ha ricevuto dalla banca 249 corone danesi (ovvero 38 dollari) alla fine del primo trimestre. A rendere possibile ciò è stata appunto la caduta dei tassi, che ha portato lo spread dei mutui a tasso variabile ad un livello inferiore al tasso di indicizzazione.

Un evento abbastanza incredibile

Il quadro nel quale è maturato il fatto raccontato dal Wall Street Journal, vede il tasso della banca centrale danese attestato a -0,65%, in un momento in cui lo spread era invece a quota -0,05%, con il risultato di costringere la banca ad accreditare gli interessi maturati sulla somma che ha prestato anziché poterli chiederli in cambio.

In Danimarca le banche sono costrette a pagare i clienti alla fine del mese a causa dello spread negativo

Da un punto di vista puramente tecnico, la stessa strada si è aperta in Svizzera nello stesso periodo, quando il tasso ufficiale di riferimento è stato portato dalla banca centrale elvetica a -0,75 %. 

E in Italia?

Naturalmente molti anche nel nostro Paese hanno iniziato a chiedersi se anche in Italia non si potrebbe avere un risultato di questo genere. Sempre da un punto di vista tecnico, nell'eurozona si potrebbe verificare la stessa sorpresa solo nel caso dei mutui che vedano uno spread inferiore al tasso di indicizzazione. Ove ciò accadesse, l'istituto potrebbe teoricamente adeguarsi e fare la stessa cosa del suo omologo danese. 

Il mutuo con cap salva la vita: alle banche

Proprio la possibilità di una situazione di questo genere, era però già stata prevista dal sistema bancario, che aveva  infatti provveduto a varare i mutui con il cap, ovvero una soglia massima che non può essere oltrepassata, con la precisazione che esso non può mai risultare inferiore allo spread. Va però ricordato che questa pratica non è consentita da Bankitalia, che ha provveduto a rilasciare una circolare al proposito precisando che le banche non possono porre un cap e devono sottrarre l'Euribor negativo allo spread nel calcolo del tasso finale mensile su cui viene calcolata la rata. 

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Dott. Dario Marchetti

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