Cos'è il piano di ammortamento alla francese

Il piano di ammortamento alla francese, il più utilizzato di gran lunga nel nostro Paese, è ormai da molto tempo accusato dalle associazioni dei consumatori di provocare automaticamente l'anatocismo, ovvero la deprecata e vietata pratica del calcolo di interessi sugli interessi.

Una volta che sia stato contratto un mutuo, il cliente deve iniziare a pagare per poter rimborsare in modo graduale la cifra che gli è stata accordata dalla banca. Il piano di ammortamento prevede due possibilità, all'italiana o alla francese. In questa occasione andiamo a osservare proprio la seconda modalità, anche perché nel nostro Paese la quasi totalità dei mutui prevede un piano di ammortamento alla francese, con una polemica non da poco ormai in piedi da anni, quella messa in scena dalle associazioni dei consumatori, che accusano il sistema di bancario di continuare a lucrare tramite il cosiddetto anatocismo, ovvero la pratica di calcolare interessi sugli interessi, nonostante sia ormai vietata dalla legislazione vigente.

Il piano di ammortamento: cosa occorre sapere

Il piano di ammortamento può essere definito come una clausola contrattuale con cui le due parti, banca e mutuatario, si accordano sulle modalità di rimborso del debito contratto

L'ammortamento alla francese e l'anatocismo sono spesso collegati in sede giudiziaria

La costruzione di un piano di ammortamento è abbastanza semplice e prevede che il capitale sia restituito in maniera rateale tramite quote capitale costanti, crescenti o decrescenti, abbinandosi al pagamento di interessi. In pratica ogni rata è costituita da una quota capitale più una quota di interessi.

Il piano di ammortamento alla francese

Il piano di ammortamento alla francese, in particolare, prevede una rata tendenzialmente omogenea e costante, fatta eccezione per le possibili fluttuazioni del tasso di interesse nei mutui a tasso variabile. La rata è formata da una quota interessi, decrescente, e da una quota capitale, crescente. Questa modalità viene utilizzata tanto per i mutui a tasso variabile che per quelli a tasso fisso. E' così diffuso in quanto ha il vantaggio di rappresentare un compromesso abbastanza ragionevole tra una restituzione a tappe forzate del capitale, grazie alla quale sarebbe possibile un risparmio negli interessi, e una rata sostenibile dal punto di vista finanziario.

Cosa occorre sottolineare

Nel caso dell'ammortamento alla francese, va sottolineato come l'effetto dei tassi di interessi sia maggiormente avvertibile durante il periodo iniziale del piano, tendendo nel periodo successivo ad influire in misura sempre minore sulla composizione della rata. Da questo fatto ne consegue una derivazione abbastanza importante, relativa all'ipotesi di estinguere in anticipo il mutuo. Stante il fatto che la maggior parte degli interessi viene corrisposta con le prime rate del mutuo, il vantaggio derivante da un'eventuale estinzione anticipata non può che diminuire in maniera sempre più marcata con l'avanzare dei rimborsi.

Ammortamento alla francese e anatocismo

L'accusa che viene mossa ormai da tempo al sistema alla francese, è quella di rendere pressoché automatico l'anatocismo. Secondo l'accusa, questo sistema, va a creare una situazione di fatto in cui gli interessi da corrispondere vengono ad essere calcolati non solo sul capitale ma anche sulla mole degli interessi nel frattempo maturati.

Sull'anatocismo e l'ammortamento alla francese i tribunali italiani si sono espressi più volte

In pratica verrebbe a generarsi una capitalizzazione di interessi, ipotesi espressamente vietata a norma di legge. Si tratta però di un argomento estremamente complesso, come del resto dimostrato dalla confusione esistente tra i tribunali che sono stati chiamati ripetutamente in ballo per giudicare il sistema alla francese.

La storica sentenza di Bari e gli eventi successivi

In particolare i detrattori del sistema prendono come base per le loro rimostranze la decisione emessa dal tribunale di Bari nel 2008, quando i magistrati del capoluogo pugliese decisero di condannare la banca che aveva concesso due mutui con un imprenditore dando luogo ad un interesse composto del 14,276% contro un tasso concordato attestato al 13%. Una sentenza storica che sembrerebbe implicare il legame tra ammortamento alla francese e anatocismo, poi però smentita da altri pronunciamenti.
In particolare sono stati i tribunali di Arezzo, nel 2011 e quello di Benevento, nell'anno successivo, a smentire l'assunto del tribunale barese. Anche una sentenza spiccata a Milano, nel 2013 ha poi chiarito come non sia legittimo legare automaticamente ammortamento alla francese e anatocismo. Molti addetti ai lavori, peraltro, sembrano smentire decisamente l'ipotesi, affermando come il piano di ammortamento alla francese non comporti anatocismo in quanto non vi sarebbe nulla nella sua struttura matematica e finanziaria tale da portare alla generazione di interessi composti. Una questione che comunque sembra destinata ad agitare le acque ancora per molto tempo.

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Dott. Dario Marchetti

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